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sabato 15 marzo 2014

Le donne fanno rete



Alla fine il #momtwtparty è andato proprio bene.
Siamo riuscite insieme a dimostrare che quando le donne della rete si uniscono fanno davvero cose splendide!
Le donne dovrebbero ricordarsi di essere donne speciali e con dei diritti anche prima e dopo l’8 marzo.
E come dice easymamma: “mamma=donna, non ci sono alternative. Una madre non si esaurisce nell’essere linkata al proprio pupo, né al proprio marito. Una donna speciale deve innanzitutto sentirsi speciale e per farlo deve ricordarlo a se stessa, prima di tutto. Così è nata l’idea del #momtwtparty, una festa in rete per noi stesse, per metterci un post-it nel cervello: ricordati che sei fantastica, per mille, svariati e banalissimi motivi!”

Se ve lo siete perso non temete, le mamme che hanno organizzato questa fantastica iniziativa, easymamma e mammasfigata, hanno preparato anche una bella infografica.

 Evviva le donne!

venerdì 7 marzo 2014

LA FESTA DELLA DONNA QUEST'ANNO LA FESTEGGIO SU TWITTER CON #MOMTWTPARTY

Io non ho mai festeggiato la festa della donna. Avrei di gran lunga preferito festeggiare la "Giornata Internazionale della Donna" con tutto quello che ne consegue anziche' osservare scene di uomini seminudi nei locali e ragazze scalpitanti che infilano soldi nelle mutande come se non ci fosse un domani. Io non ci stavo e non ci sto!

Non ci stavo di sentirmi deridere dai maschietti che ci guardavano come animali da circo ai quali avevano appena aperto le gabbie.
Non ho mai amato neanche la mimosa e vi avviso, il primo che sabato me la piazza in bacheca su FB lo meno di brutto. Un donna si merita un fiore più bello e meno puzzone di una mimosa.

E poi noi donne dovremmo festeggiarci ogni giorno. Per esempio con un gesto di solidarietà le une nei confronti delle altre. Si amiche, perchè spesso le prime nemiche di noi donne siamo proprio noi stesse.
Noi che ci mettiamo le une contro le altre a favore di un uomo che non ci merita, noi che ci critichiamo se ci troviamo difronte ad una donna che dimostra tenacia e sicurezza, noi che ci chiamiamo poco di buone se ci va di metterci una minigonna e noi che ci alleiamo con i colleghi maschi nelle critiche aspre nei confronti delle colleghe donne!

Ma quest'anno ho aperto il mio blog (che dovrei aggiornare un po' di più lo ammetto) e ho iniziato a frequentare Twitter e a tweettare come una pazza. E sapete perchè? Perchè seguo e mi seguono donne come me, mamme, lavoratrici, mogli e fidanzate che si cercano, si danno consigli, si uniscono in tante occasioni e in giornate come queste per dirsi a vicenda quanto sono speciali, quanto sono meravigliose e quanto sono belle.

Noi donne siamo una forza della natura ma solo se restiamo unite, e non solo l'8 marzo, ma sempre e in ogni momento dell'anno.

Ecco perche' quest'anno ho deciso di festeggiare. Festeggero' partecipando a #momtwtparty, un'iniziativa di @easymamma e @mammasfigata. E invito tutte voi a partecipare e a dirci perchè siete speciali e meravigliose. Qui trovate i dettagli.

Io voglio dirmi che sono speciale perchè riesco nonostante tutto a essere moglie, madre, donna, lavoratrice. Riesco a dedicarmi alle mie passioni, a non smettere di formarmi ed essere curiosa e volermi migliorare, non perdo mai la speranza e riesco a dedicare a mia figlia del tempo di qualità. E per fare tutto questo ci vuole tanta forza e noi donne ne siamo più che capaci. Tutte. 

Buona giornata nazionale delle donne a tutte!

martedì 3 dicembre 2013

Donne in gamba

Inseguire i propri sogni non è mai facile, quando è troppo facile forse non è davvero un sogno quello che stiamo inseguendo. Se penso a quante aspettative avevo quando mi sono laureata mi faccio quasi tenerezza. Mica te lo dicono all’università che dopo la laurea sono solo cavoli tuoi e che tutte quelle porte che credi ti verranno aperte in realtà te le ritrovi sul muso. Dovrebbero creare un corso di sopravvivenza per neolaureati.
Poi se sei una donna che aspira alla carriera e aspira a diventare anche madre, lasciamo perdere. Ho deciso quindi di raccogliere qualche storia, soprattutto storie di donne (perché io le donne le ammiro) che non rinunciano solo perché per loro è più dura, (e non dite che non è vero voi maschietti) ma trovano un modo, una strada, delle alternative e portano avanti i loro progetti.

La prima storia è quella di Stefania Moio, Dietista, mamma, moglie e molto più che ci racconterà le difficoltà che ha incontrato subito dopo la laurea, tra scarsa autostima e paura di sbagliare,  e una maternità che le ha dato la forza e la determinazione giusta per portare avanti i suoi sogni.

Perché hai scelto la laurea come Dietista?
Sono sempre stata attratta dal campo medico ma appena diplomata come perito turistico ho scelto la facoltà di scienze politiche pensando erroneamente di non esser capace di studiare materie mediche. In seguito non so esattamente cosa mi abbia spinto di scegliere Dietetica, so solo che una volta scoperto di aver superato il tanto temibile test d’ingresso ero felicissima.

Cosa ti aspettavi accadesse una volta laureata?
Quello che si aspettano tutti i neolaureati. Trovare immediatamente lavoro e sentirmi affermata professionalmente al 100%. Parlavo con colleghi laureatisi molto prima di me, tutti mi dicevano che all’inizio sarebbe stata dura, che sarebbero passati anni prima di riuscire a realizzare il mio sogno, ma io no, ero sicura ci sarei riuscita subito. Tipico entusiasmo da neo laureata.

La scelta di crearti una famiglia subito dopo la laurea, credi che ti abbia limitata professionalmente? 
Mi sono sposata due anni dopo la laurea e ho avuto mio figlio a tre anni dal matrimonio. Il matrimonio ha limitato la mia crescita professionale solo perché ho voluto mi limitasse! Non ho avuto a sufficienza autostima e determinazione, ma nessuno mi ha mai impedito di andare in altri paesi o fare qualsiasi tipo di esperienza lavorativa. Dalla nascita di mio figlio un po’ sono stata limitata ma solo negli spostamenti. Per il resto, anche se è tutto molto più difficile da gestire, è stata proprio la maternità a darmi la caparbietà e la forza di continuare a lottare per raggiungere il mio obiettivo. Come se la capacità di stare sveglia per 18 mesi consecutivi la notte mi avesse fatto capire quanta forza c’è in me e quanto valgo. È stata la maternità a farmi crescere e maturare anche professionalmente.

Quali credi siano le cose che hanno limitato di più la realizzazione dei tuoi progetti dopo la laurea? Incide secondo te il fatto di vivere in un piccolo paese del sud?
Penso che vivere in un piccolo paesino (non tanto del sud) mi abbia influenzato negativamente perché non conoscevo molte persone. Provengo da un paesino di 600 persone e non ho mai avuto molti contatti esterni se non quelli prettamente scolastici. E otto anni fa i social network non esistevano. E poi la scarsa collaborazione da parte di altri operatori sanitari quali i Medici. La mia è una figura relativamente nuova, soprattutto come libero professionista, e fino a qualche anno fa, i medici ignoravano la nostra esistenza (ora sanno che ci siamo ma ci ignorano lo stesso…). Ma quello che penso mi abbia limitato maggiormente, sia stata la scarsa autostima, la poca voglia di rischiare, di buttarmi a capofitto anche a costo di prendere delle cantonate. Sono stata troppo razionale, forse per la situazione economica non rosea della mia famiglia. Ma ho troppo pensato al negativo, invece dovevo lottare di più e pensare positivo.

Hai mai pensato di trasferirti in una grande città o di andare all’estero?  Cosa ti ha spinto a rimanere in Calabria?
Non  ho mai pensato a spostarmi  soprattutto per la famiglia. Sono super legata alle mie origini. Non intendo andare via dal mio sud anche perché mi piace pensare che il mio impegno possa contribuire a rendere migliore il posto in cui vivo. E questi passi in avanti li noto. C’è più interesse da parte della gente a stare meglio, a migliorare il proprio stile di vita. Tante famiglie che vogliono migliorare l’alimentazione dei propri figli. In un paese come il mio, in cui il cibo è praticamente al primo posto, è un passo molto avanti.

Cosa ti avrebbe aiutato e dato più fiducia dopo la laurea?
Quasi tutti i neolaureati affrontano, finito l’entusiasmo della laurea, una sorta di smarrimento. Tutte le università, a mio avviso, dovrebbero fornire una serie di sportelli di orientamento, che valuti insieme al neolaureato la strada da scegliere a seconda delle proprie ambizioni.

Alcuni laureati perdono le speranze e abbandonano l’idea di lavorare nel campo per il quale hanno studiato e si dedicano a lavori alternativi come i call center ad esempio. Questo accade soprattutto per chi rimane al sud. Non ci credono abbastanza e scelgono la strada più semplice o è davvero così difficile trovare un lavoro dopo la laurea?
Dipende dal ramo che si sceglie. Il mio campo, la dietetica come libero professionista, trova le stesse difficoltà al nord piuttosto che al sud. Per lavorare bene bisogna fare tanta gavetta, essere intraprendenti, fiduciosi, volenterosi e come dicevo prima “buttarsi” senza pensare troppo agli aspetti negativi.
Per altri rami o per particolari ambizioni, il sud limita un po’, ci sono meno occasioni lavorative. Al sud il lavoro te lo devi costruire e non per tutti è possibile, soprattutto economicamente.



Se qualcuna ha voglia di raccontarmi la sua storia commentate il post o scrivetemi su valeriavalenti11@gmail.com

mercoledì 20 novembre 2013

Mamme che: "goditi la vita che poi.."

Ho sempre dubitato delle mamme navigate che col sorrisino beffardo mi dicevano " poi vedrai, non hai ancora visto niente". Secondo me provano un certo gusto nel terrorizzare le amiche in attesa o alle prime armi, ti guardano con quel faccino sarcastico ogni volta che dici " sai, la mia bimba dorme tutta la notte" oppure " mangia di tutto". Le vedi che sono li pronte a smontarti ogni certezza con i loro "eh, ma ancora e' piccola, vedrai appena arriva 9 mesi, a un anno, a due, a tre". Oppure, peggio ancora, quelle che per spaventarti usano frasi del tipo:"goditi la vita adesso, perche' poi...", "non avrai piu' tempo neanche per una doccia", "e chi ci va piu' al cinema".
Io e la mia nana siamo arrivate ad un anno di vita insieme e posso dire che per fortuna ci siamo arrivate incolumi dalla maggior parte di questi avvisi e con una nota d'orgoglio mi sento di dire a tutte quelle che hanno provato a terrorizzarmi che:
- la mia nana dorme da quando aveva 2 mesi tutta la notte e nonostante l'inizio del nido e tanti altri fattori che pare avrebbero cambiato le cose, continua a farlo;
- riesco ancora ad andare dall'estetista, uscire con le amiche, ritagliarmi del tempo per me, leggere un libro e mettermi lo smalto. Faccio anche la doccia e la pupu' senza problemi, solo con un po' di organizzazione in piu';
- nonostante io non sia riuscita ad allattarla al seno non mi pare si ammali piu' di altri bimbi che per fortuna hanno mangiano il latte delle loro mamme;
- da quando cammina non e' cambiato il modo in cui sto attenta a lei e non mi sento piu' stanca di prima, e' sempre stato bello stare con lei e a fine giornata sono stanca ma felice e alle volte mi spiace anche che si sia addormentata cosi presto;
- dorme nel suo lettino da sempre e nessun fattore le ha mai fatto cambiare idea;
- posso ancora viaggiare, quando aveva otto mesi abbiamo preso l'aereo e siamo state a Parigi e ci siamo divertiti tanto... con un po' di organizzazione in piu' ovviamente. 
- mi godo ancora la vita in tutta allegria e non ho avuto bisogno di godermela tutta prima dell'arrivo della mia nana, perche' continuo a farlo con lei
- tra me e mio marito le cose vanno bene, la nana ci ha solo portato tanta gioia, certo, abbiamo qualche impegno in piu' e anche qualche pensiero in piu' ma la coppia funziona ancora alla grande

Potrei continuare all'infinito ma mi fermo qui. Tanto lo so che tutte voi avete ricevuto gli stessi consigli e li conoscete anche meglio di me!
Certo e' che su una cosa queste mamme avevano proprio ragione. Il primo anno di nido e i malanni! La mia nana e' ammalata una settimana si e l'altra pure e su questo non posso darvi torto! E' vero, sara' un anno difficile e saremo sempre tutti ammalati, ma supereremo anche questo! Si si, lo so che a Marzo sara' peggio e in primavera arriveranno i malanni peggiori, ma tanto per voi non ci sara' mai fine al peggio!
Devo pero' ammettere che ho fatto parte anche io del gruppo delle mamme navigate e terrorizzatrici! Solo per un attimo pero' (giusto il tempo di accorgermi in che tunnel stavo entrando). Ebbene si, subito dopo il parto provavo un certo non so che a descrivere il parto come un salto nel dolore: "ti senti morire, altro che dolore del ciclo, il dolore che provi e' paragonabile solo a tutte le tue ossa che si spaccano contemporaneamente, mai piu' nella vita". Ecco questi sono i commenti piu' delicati e quelli senza tutti quei dettagli che mi divertivo ad aggiungere per rendere il tutto piu' drammatico! Le facce terrorizzate delle mie amiche mi davano soddisfazione, e piu' i volti si contorcevano e piu' insaporivo il tutto con dettagli succulenti. Per carita', dettagli veri, ma sicuramente avrei potuto evitare! Non che adesso io descriva quel momento come una gita al mare, ma evito tutto quello che non serve, anche perche' ciascuno di noi avra' la sua esperienza e non serve dare avvisi e consigli su una delle cose piu' soggettive del mondo! Lo stesso vale per voi care mamme navigate e terrorizzatrici, le vostre esperienze non saranno mai le mie, i vostri figli non potranno mai assomigliare alla mia, e il vostro approccio alla maternita' e alla vita di coppia non e' il mio! Ognuna di noi avra' difficolta' differenti o anche le stesse difficolta'ma ciascuna le affrontera' come meglio crede.
Quindi, raccontiamoci le esperienze, che va bene e ci aiuta a non sentirci sole, ma basta col terrorismo e soprattutto basta dire alle povere neo mamme che non riuscite a trovare il tempo per fare niente per voi, imparate ad organizzarvi meglio!