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martedì 3 dicembre 2013

Donne in gamba

Inseguire i propri sogni non è mai facile, quando è troppo facile forse non è davvero un sogno quello che stiamo inseguendo. Se penso a quante aspettative avevo quando mi sono laureata mi faccio quasi tenerezza. Mica te lo dicono all’università che dopo la laurea sono solo cavoli tuoi e che tutte quelle porte che credi ti verranno aperte in realtà te le ritrovi sul muso. Dovrebbero creare un corso di sopravvivenza per neolaureati.
Poi se sei una donna che aspira alla carriera e aspira a diventare anche madre, lasciamo perdere. Ho deciso quindi di raccogliere qualche storia, soprattutto storie di donne (perché io le donne le ammiro) che non rinunciano solo perché per loro è più dura, (e non dite che non è vero voi maschietti) ma trovano un modo, una strada, delle alternative e portano avanti i loro progetti.

La prima storia è quella di Stefania Moio, Dietista, mamma, moglie e molto più che ci racconterà le difficoltà che ha incontrato subito dopo la laurea, tra scarsa autostima e paura di sbagliare,  e una maternità che le ha dato la forza e la determinazione giusta per portare avanti i suoi sogni.

Perché hai scelto la laurea come Dietista?
Sono sempre stata attratta dal campo medico ma appena diplomata come perito turistico ho scelto la facoltà di scienze politiche pensando erroneamente di non esser capace di studiare materie mediche. In seguito non so esattamente cosa mi abbia spinto di scegliere Dietetica, so solo che una volta scoperto di aver superato il tanto temibile test d’ingresso ero felicissima.

Cosa ti aspettavi accadesse una volta laureata?
Quello che si aspettano tutti i neolaureati. Trovare immediatamente lavoro e sentirmi affermata professionalmente al 100%. Parlavo con colleghi laureatisi molto prima di me, tutti mi dicevano che all’inizio sarebbe stata dura, che sarebbero passati anni prima di riuscire a realizzare il mio sogno, ma io no, ero sicura ci sarei riuscita subito. Tipico entusiasmo da neo laureata.

La scelta di crearti una famiglia subito dopo la laurea, credi che ti abbia limitata professionalmente? 
Mi sono sposata due anni dopo la laurea e ho avuto mio figlio a tre anni dal matrimonio. Il matrimonio ha limitato la mia crescita professionale solo perché ho voluto mi limitasse! Non ho avuto a sufficienza autostima e determinazione, ma nessuno mi ha mai impedito di andare in altri paesi o fare qualsiasi tipo di esperienza lavorativa. Dalla nascita di mio figlio un po’ sono stata limitata ma solo negli spostamenti. Per il resto, anche se è tutto molto più difficile da gestire, è stata proprio la maternità a darmi la caparbietà e la forza di continuare a lottare per raggiungere il mio obiettivo. Come se la capacità di stare sveglia per 18 mesi consecutivi la notte mi avesse fatto capire quanta forza c’è in me e quanto valgo. È stata la maternità a farmi crescere e maturare anche professionalmente.

Quali credi siano le cose che hanno limitato di più la realizzazione dei tuoi progetti dopo la laurea? Incide secondo te il fatto di vivere in un piccolo paese del sud?
Penso che vivere in un piccolo paesino (non tanto del sud) mi abbia influenzato negativamente perché non conoscevo molte persone. Provengo da un paesino di 600 persone e non ho mai avuto molti contatti esterni se non quelli prettamente scolastici. E otto anni fa i social network non esistevano. E poi la scarsa collaborazione da parte di altri operatori sanitari quali i Medici. La mia è una figura relativamente nuova, soprattutto come libero professionista, e fino a qualche anno fa, i medici ignoravano la nostra esistenza (ora sanno che ci siamo ma ci ignorano lo stesso…). Ma quello che penso mi abbia limitato maggiormente, sia stata la scarsa autostima, la poca voglia di rischiare, di buttarmi a capofitto anche a costo di prendere delle cantonate. Sono stata troppo razionale, forse per la situazione economica non rosea della mia famiglia. Ma ho troppo pensato al negativo, invece dovevo lottare di più e pensare positivo.

Hai mai pensato di trasferirti in una grande città o di andare all’estero?  Cosa ti ha spinto a rimanere in Calabria?
Non  ho mai pensato a spostarmi  soprattutto per la famiglia. Sono super legata alle mie origini. Non intendo andare via dal mio sud anche perché mi piace pensare che il mio impegno possa contribuire a rendere migliore il posto in cui vivo. E questi passi in avanti li noto. C’è più interesse da parte della gente a stare meglio, a migliorare il proprio stile di vita. Tante famiglie che vogliono migliorare l’alimentazione dei propri figli. In un paese come il mio, in cui il cibo è praticamente al primo posto, è un passo molto avanti.

Cosa ti avrebbe aiutato e dato più fiducia dopo la laurea?
Quasi tutti i neolaureati affrontano, finito l’entusiasmo della laurea, una sorta di smarrimento. Tutte le università, a mio avviso, dovrebbero fornire una serie di sportelli di orientamento, che valuti insieme al neolaureato la strada da scegliere a seconda delle proprie ambizioni.

Alcuni laureati perdono le speranze e abbandonano l’idea di lavorare nel campo per il quale hanno studiato e si dedicano a lavori alternativi come i call center ad esempio. Questo accade soprattutto per chi rimane al sud. Non ci credono abbastanza e scelgono la strada più semplice o è davvero così difficile trovare un lavoro dopo la laurea?
Dipende dal ramo che si sceglie. Il mio campo, la dietetica come libero professionista, trova le stesse difficoltà al nord piuttosto che al sud. Per lavorare bene bisogna fare tanta gavetta, essere intraprendenti, fiduciosi, volenterosi e come dicevo prima “buttarsi” senza pensare troppo agli aspetti negativi.
Per altri rami o per particolari ambizioni, il sud limita un po’, ci sono meno occasioni lavorative. Al sud il lavoro te lo devi costruire e non per tutti è possibile, soprattutto economicamente.



Se qualcuna ha voglia di raccontarmi la sua storia commentate il post o scrivetemi su valeriavalenti11@gmail.com

lunedì 18 novembre 2013

Carenza di ferro nei bambini: qualche consiglio alimentare.

Questa estate, un paio di mesi dopo lo svezzamento, la mia bimba aveva perso un po' l'appetito al punto da rallentare anche la crescita. Avete presente i famosissimi percentili di crescita? Posto che qualcuna di noi sia davvero riuscita a capire come funzionano, la mia bimba aveva perso due punti percentili e gia' non partivamo da cifre alte. Inizialmente non ci siamo preoccupati ma quando a settembre la situazione era ancora cosi, la pediatra ci ha consigliato di fare delle analisi del sangue e delle urine. Il risultato e' stato una carenza di ferro notevole per cui, sempre dietro consiglio del pediatra, abbiamo cominciato una bella cura a base di ferro per due mesi. In effetti non c'era da allarmarsi, ma io per saperne di piu' ho fatto qualche domanda ad una mia amica Dietista, Stefania Moio, che tra l'altro ha un suo blog, dieteticamoio.blogspot.com, al quale potete rivolgervi se avete bisogno di qualsiasi consiglio alimentare. In fondo troverete anche una sua biografia! 
le ho chiesto come si puo' intervenire in questi casi adeguando l'alimentazione e ho deciso di condividere con voi le informazioni che mi ha dato, chissa' che possano esservi utili in qualche modo!
Buona lettura!


QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE DI ANEMIA PER MANCANZA DI FERRO NEI BAMBINI?
La carenza di ferro è una condizione che si verifica quando “la velocità di perdita o di utilizzazione del ferro supera la velocità di assimilazione dello stesso”.
Nei primi 6 mesi di vita, è improbabile si abbia una carenza di ferro, perché la quantità presente è spesso sufficiente per l’organismo.
Solo i bambini nati pre-termine potrebbero presentare carenza in quanto necessitano di una quantità maggiore di ferro.
Dai 6 ai 12 mesi invece, spesso si verifica una carenza di questo minerale perché l’organismo in crescita necessità di maggiori quantità di ferro.
Le cause possono essere molteplici: nascita pre-termine, allattamento artificiale con latte povero in ferro, inserimento di latte vaccino prima dei 12 mesi (che può causare sanguinamenti occulti intestinali e riduzione dell’assorbimento del minerale), svezzamento con alimenti poveri in ferro e vitamina C. Anche se spesso è semplicemente una condizione fisiologica dovuta al rapido accrescimento.
Dopo i 12 mesi è difficile si verifichi una carenza di ferro, se l’alimentazione è varia ed equilibrata.

QUALI SONO GLI ALIMENTI CHE GARANTISCONO L’APPORTO DI FERRO?
Discrete quantità di ferro sono presenti:
- in alimenti di origine animale (carne e pesce), il cosiddetto ferro eme, il quale viene assorbito in maggiori quantità.
- in alimenti di origine vegetale (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave, indivia, radicchio verde, spinaci), chiamato ferro non-eme e assorbito dal nostro corpo in quantità inferiore.
Il ferro è anche presente nelle interiora, nelle uova, nella frutta secca e nel cioccolato fondente. Tutti alimenti, che possono essere introdotti gradualmente dopo l’anno di vita.
 
INTEGRARE QUESTI ALIMENTI PUO’ ESSERE SUFFICIENTE OPPURE è NECESSARIO COMUNQUE L’UTILIZZO DI UN INTEGRATORE?
Intorno ai 6 mesi è consigliabile integrare il minerale, il cui dosaggio verrà stabilito dal pediatra. Da un punto di vita alimentare è consigliato il latte materno o latte artificiale arricchito in ferro oltre al consumo di carne e pesce.
A partire dai 12 mesi, un’alimentazione contenente gli alimenti sopra citati è sufficiente per coprire il fabbisogno di ferro nell’arco della giornata.
Secondo le linee guida dai 6 mesi ai 3 anni è necessario un introito giornaliero di ferro pari a 7 mg. Per i bambini dai 4 ai 10 anni una quantità di 9 mg/die.

BIOGRAFIA
Nata nel maggio del 1980, mi sono laureata in Dietista nel novembre 2005.
Educazione alimentare è il principale obiettivo del mio lavoro sia in presenza che in assenza di stati patologici. L’università mi ha permesso di acquisire alcune conoscenze specifiche e di maturare una prima esperienza tramite i tirocini obbligatori presso le strutture pubbliche.
Conclusi gli studi, ho elevato la mia preparazione professionale con esperienze pratiche e autonome, svolgendo sia attività come libera professionista che collaborazioni volontarie con strutture pubbliche. Ho presieduto commissioni di laurea per il corso di Dietista presso l’università Magna Grecia di Catanzaro; questa esperienza ha aggiunto alle mie competenze la capacità di giudizio e di analisi.
Questi elementi, nel complesso, vengono da me utilizzati per stilare diete personalizzate, che garantiscano una condizione ottimale di salute nel presente e prevengano patologie strettamente legate al cattivo stile di vita nel futuro.