domenica 3 novembre 2013

L'importanza della condivisione nella depressione post partum



Oggi su Twitter, nel profilo di +QuandoNasceUnaMamma  mi sono imbattuta in questo video davvero molto emozionante http://vimeo.com/61632539. Si parla di baby blues, quella che in Italia chiamiamo "depressione post parto". Ovvero quella sensazione di disagio, tristezza e angoscia che si percepiscono nei giorni successivi al parto, proprio nel momento che  dovrebbe essere il più bello della nostra vita. Guardandolo mi sono davvero emozionata. Volevo quindi condividerlo con voi perché ritengo che sia importante diffondere l’idea che in questi momenti non si è da soli.
Faccio una premessa. Io ho partorito un anno fa nell’incoscienza più totale. Non intendo nel senso che non sapevo di dover partorire ma nel senso che avevo sottovalutato l’intensità del dolore che avrei provato e non sapevo (per mancata informazione e per la tendenza a non credere alle persone che per ogni cosa che riguarda la maternità ti dicono la fatidica frase “vedrai, vedrai”) quello che avrei sofferto dopo nei fatidici 40 giorni. Quindi subito dopo il parto ho avuto come una fase di shock totale. Per non parlare della difficoltà ad allattare conclusasi purtroppo con me disperata che in lacrime 10 giorni dopo il parto chiedevo ad un’ostetrica di interrompere l’allattamento. I successivi 40 giorni ho convissuto con la baby blues. E’ stata dura ma non è un cambiamento facile da affrontare e poi gli ormoni non aiutano.
La cosa strana è che per 9 mesi hai sognato quel momento, l’hai vissuto nella tua testa milioni di volte pensando a quanto sarebbe stato romantico e meraviglioso, ti sei divorata volumi interi sull’allattamento, la gravidanza, il parto e hai guardato e riguardato centinaia di puntate di trasmissioni ambientate nelle sale parto. Ma quello che accade dopo il parto è un po’ diverso per alcune mamme. Per quanto tu possa aver desiderato quel figlio, per quanto tu possa amarlo, le sensazioni che provi sono completamente assurde. E’ strano da spiegare quali sono davvero le emozioni che si vivono. Si fa fatica ad esternarle perché chi ti sta vicino è felice, gioisce e si aspetta che tu faccia altrettanto ma tu non riesci ad essere felice e ti senti anche in colpa. E allora piangi, pensi che forse non sei adatta a fare la mamma e che forse la tua vita di prima era migliore di quella che ti aspetta. Nel frattempo hai tra le braccia una piccola creatura che dipende da te e quindi piange, ha delle necessità e tu invece hai solo paura. Nel frattempo per alcune mamme c’è anche da affrontare il dolore fisico (i punti, mal di schiena, ragadi al seno) oltre che il confronto allo specchio con un corpo che non riconosci e non accetti.
Questo è quello che ho provato io per almeno un paio di mesi dopo il parto e che per chi mi è stato vicino è stato difficile da comprendere ma per fortuna mi hanno appoggiata. La mia vera ancora di salvezza è stato rimanere in contatto con le mamme incontrate al corso pre-parto e sentire da loro che erano nelle mie stesse condizioni. Questo mi ha fatto sentire meno sola e sicuramente mi ha fatto capire, in quel momento poco razionale, che non ero pazza e che tutto questo turbinio di emozioni era una fase quasi necessaria.
Oggi, dopo un anno, avrei una voglia matta di rivivere quel momento per poterlo vivere con la gioia che ho adesso tutte le volte che guardo la mia bimba sorridermi, e vorrei poter dire alla me stessa di un anno fa che quel momento non tornerà più di godermelo più che mai.
Con questo vorrei dire alle neomamme che se vi sentite cosi non temete di parlarne con qualcuno, non pensate che dovreste essere felici e queste emozioni negative dipendono solo da voi. Cercate altre mamme con cui parlare e condividete ogni emozione, anche quelle che vi sembrano più orribili. Tutto passa, state serene, tutto passa.