lunedì 18 novembre 2013

Carenza di ferro nei bambini: qualche consiglio alimentare.

Questa estate, un paio di mesi dopo lo svezzamento, la mia bimba aveva perso un po' l'appetito al punto da rallentare anche la crescita. Avete presente i famosissimi percentili di crescita? Posto che qualcuna di noi sia davvero riuscita a capire come funzionano, la mia bimba aveva perso due punti percentili e gia' non partivamo da cifre alte. Inizialmente non ci siamo preoccupati ma quando a settembre la situazione era ancora cosi, la pediatra ci ha consigliato di fare delle analisi del sangue e delle urine. Il risultato e' stato una carenza di ferro notevole per cui, sempre dietro consiglio del pediatra, abbiamo cominciato una bella cura a base di ferro per due mesi. In effetti non c'era da allarmarsi, ma io per saperne di piu' ho fatto qualche domanda ad una mia amica Dietista, Stefania Moio, che tra l'altro ha un suo blog, dieteticamoio.blogspot.com, al quale potete rivolgervi se avete bisogno di qualsiasi consiglio alimentare. In fondo troverete anche una sua biografia! 
le ho chiesto come si puo' intervenire in questi casi adeguando l'alimentazione e ho deciso di condividere con voi le informazioni che mi ha dato, chissa' che possano esservi utili in qualche modo!
Buona lettura!


QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE DI ANEMIA PER MANCANZA DI FERRO NEI BAMBINI?
La carenza di ferro è una condizione che si verifica quando “la velocità di perdita o di utilizzazione del ferro supera la velocità di assimilazione dello stesso”.
Nei primi 6 mesi di vita, è improbabile si abbia una carenza di ferro, perché la quantità presente è spesso sufficiente per l’organismo.
Solo i bambini nati pre-termine potrebbero presentare carenza in quanto necessitano di una quantità maggiore di ferro.
Dai 6 ai 12 mesi invece, spesso si verifica una carenza di questo minerale perché l’organismo in crescita necessità di maggiori quantità di ferro.
Le cause possono essere molteplici: nascita pre-termine, allattamento artificiale con latte povero in ferro, inserimento di latte vaccino prima dei 12 mesi (che può causare sanguinamenti occulti intestinali e riduzione dell’assorbimento del minerale), svezzamento con alimenti poveri in ferro e vitamina C. Anche se spesso è semplicemente una condizione fisiologica dovuta al rapido accrescimento.
Dopo i 12 mesi è difficile si verifichi una carenza di ferro, se l’alimentazione è varia ed equilibrata.

QUALI SONO GLI ALIMENTI CHE GARANTISCONO L’APPORTO DI FERRO?
Discrete quantità di ferro sono presenti:
- in alimenti di origine animale (carne e pesce), il cosiddetto ferro eme, il quale viene assorbito in maggiori quantità.
- in alimenti di origine vegetale (fagioli, lenticchie, ceci, piselli, fave, indivia, radicchio verde, spinaci), chiamato ferro non-eme e assorbito dal nostro corpo in quantità inferiore.
Il ferro è anche presente nelle interiora, nelle uova, nella frutta secca e nel cioccolato fondente. Tutti alimenti, che possono essere introdotti gradualmente dopo l’anno di vita.
 
INTEGRARE QUESTI ALIMENTI PUO’ ESSERE SUFFICIENTE OPPURE è NECESSARIO COMUNQUE L’UTILIZZO DI UN INTEGRATORE?
Intorno ai 6 mesi è consigliabile integrare il minerale, il cui dosaggio verrà stabilito dal pediatra. Da un punto di vita alimentare è consigliato il latte materno o latte artificiale arricchito in ferro oltre al consumo di carne e pesce.
A partire dai 12 mesi, un’alimentazione contenente gli alimenti sopra citati è sufficiente per coprire il fabbisogno di ferro nell’arco della giornata.
Secondo le linee guida dai 6 mesi ai 3 anni è necessario un introito giornaliero di ferro pari a 7 mg. Per i bambini dai 4 ai 10 anni una quantità di 9 mg/die.

BIOGRAFIA
Nata nel maggio del 1980, mi sono laureata in Dietista nel novembre 2005.
Educazione alimentare è il principale obiettivo del mio lavoro sia in presenza che in assenza di stati patologici. L’università mi ha permesso di acquisire alcune conoscenze specifiche e di maturare una prima esperienza tramite i tirocini obbligatori presso le strutture pubbliche.
Conclusi gli studi, ho elevato la mia preparazione professionale con esperienze pratiche e autonome, svolgendo sia attività come libera professionista che collaborazioni volontarie con strutture pubbliche. Ho presieduto commissioni di laurea per il corso di Dietista presso l’università Magna Grecia di Catanzaro; questa esperienza ha aggiunto alle mie competenze la capacità di giudizio e di analisi.
Questi elementi, nel complesso, vengono da me utilizzati per stilare diete personalizzate, che garantiscano una condizione ottimale di salute nel presente e prevengano patologie strettamente legate al cattivo stile di vita nel futuro.